domenica 17 febbraio 2013

XXXV - Das Unheimliche

[Das Unheimliche, ovvero L'Inquietante in quanto sconosciuto ed estraneo. In sanscrito la radice "hm" indica proprio il luogo degli affetti.]

Le ultime evoluzioni del mio malessere mi fanno stare sempre peggio. Scoperto come liberarmi del fardello che potrebbe gravare sul mio stomaco ho scoperto anche fin dove la mia perversione possa spingersi. La mia è dipendenza. Addiction, in inglese suona meglio. Programmare cosa comprare per riempirmi fino a stare male, pensare solo di uscire di casa apposta per farlo, e successivamente chiudermi in camera, mangiare e rigettare tutto. Questa è dipendenza. 
Non nascondo di essere sempre più inquieta. 
Fino adesso sono stata in grado di diventare tutto ciò che non avrei mai lontanamente immaginato. 

Ima depressa? Ma guarda, ride sempre, e che bel sorriso!
Ima anoressica? Ma come, è così una buona forchetta!
Ima bulimica? Ma se non sa vomitare!

Invece sono qui, un mix che si evolve sempre peggio, un atomo sul punto di implodere. 
Perchè vedete, in me c'è un'energia così potente da non riuscire a contenerla. Ed è la mia energia la mia perversione più grande, impiegare energie è riversare all'esterno le mie perversioni, spendere 20 euro in rosticceria, digiunare, fare ginnastica prima di andare a dormire e appena sveglia al mattino, controllare che le mie ossa siano al loro posto mentre faccio la doccia. Dicevo che i miei nervi non sono più quelli di una volta, forse sono diventati ancora più saldi, pronti a sostenere chissà quali nuove dipendenze; rimuginano su altri modi per farmi del male. 
Io glielo lascio fare. 

(?) 

Ima, sei per caso dimagrita questa settimana?

9 commenti:

  1. Mi viene da dire solo che siamo tutte sulla stessa barca.
    E più si va avanti, più perdo tempo, più mi sento uno schifo, più mi chiedo perché.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Julien, forse arrivati a questo punto, chiedersi il perchè vorrebbe dire indugiare ancora e ancora. Non sarebbe questa un'ennesima perdita di tempo?
      Grazie per essere passata,
      Ima

      Elimina
  2. non lasciarglielo fare, guarda che se ne può uscire, ci vuole tanto coraggio e pazienza però...se vuoi un'aiuto io ci sono!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marta :)
      Avevo già risposto a questo commento ma per qualche arcano motivo -complice la mia connessione di Topolinia- non è stato pubblicato nulla. Ti ringrazio tanto per il supporto, ma fin quando io non sarò disposta a aiutare me stessa.. è il cane che si morde la coda.
      Ti stringo, grazie ancora,
      Ima

      Elimina
  3. ciao ti ho appena trovata e mi hai fulminata.. sono troppo simile a te, questo post avrei potuto scriverlo io.. o, almeno, la io di questi ultimi anni. Anche tanti post precedenti.
    Io ho sempre + la sensazione che da questa dipendenza non uscirò mai davvero, che andrò sempre da un estremo all'altro, che non sopporterò mai l'equilibrio vero, sano...
    ma è vero?

    non lo so, ma siamo tutte sulla stessa barca davvero.

    un abbraccio
    :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hey, benvenuta :)
      Ho letto un po' il tuo blog, devo darti ragione. Mi sono imbattuta in un post sulla tua famiglia [probabilmente di un po' di tempo fa] e mi è sembrato un enorme déjà vu. Come ho risposto a un commento di un post precedente, penso che sia il DCA a renderci, chiaramente in una certa misura, più simili fra noi.
      Ma almeno possiamo capirci.
      Ti ringrazio e ti stringo.
      Ima

      Elimina
  4. Chi ci guarda da fuori non riesce mai a concepire che si può evolvere nell'"Altro", che è sempre stato esule da noi, e che però può diventare noi.
    Ti seguo.
    Un forte abbraccio =*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siamo d'accordo.
      Ti ringrazio e ricambio,
      Ima

      Elimina
  5. Ti ho appioppato un premio, trovi tutto sul mio post di oggi (:

    RispondiElimina