Sto combattendo contro le quasi 800kcal ingerite oggi. Cose buone, certo. Ma affollano il mio stomaco. Ingombrano anche la mente. Mi ripeto che è innaturale odiare questa sensazione di pienezza, ma questo non muta il mio giudizio. Fuori dal circolo delle abbuffate la mia naturale tendenza è quella di ricominciare a restringere, e 800kcal sono tante, insostenibili. E questo rientra nelle illogicità delle mie azioni. Per oggi mi limito a prenderne atto, ad accettare questo non senso, a sostenere questo invano. Non posso pretendere troppo da me stessa. Questo lo fanno già tutti gli altri.
Aver sognato di mangiare mi ha turbato. Ho forse avuto fame durante la notte? Sono i miei pensieri sempre rivolti verso la mia più grande ossessione? Nostalgia di normalità?
Nonostante questo, ho cercato per tutta la giornata di essere positiva. Ho anche dispensato consigli qua e là, ho programmato un aperitivo con degli amici sabato sera [di cui mi sono già pentita, ahimè], insomma cose normali. Che per me sono eccezionali.
Pensavo che forse per apprezzare le banalità quotidiane - quelle cose che uno farebbe così, senza star loro troppo dietro -, forse per apprezzare tutto questo ho avuto bisogno di alienarmi in tutto il male possibile. Ma probabilmente sto dando per scontato che tutto ciò che non sia male sia bene. E' davvero così? Ora che ci medito su mi viene in mente che in realtà la mia concezione di "stare bene" è del tutto deviata, e anomala, come tutte le mie idee in fondo. Per me stare bene equivale a non stare male. Non digiunare nè abbuffarmi. Ma non stare male non è stare bene. E', appunto, non stare male. Una felicità in negativo, un bene per sottrazione, una forma minore di benessere, una semplice assenza di turbamento (e anche qui mi chiedo: mi abbandona mai questo turbamento? Evidentemente no, visto che come scrivevo all'inizio, sto combattendo con le quasi 800kcal ingerite oggi). Un bene commisurato a un piccolo essere, che si accontenta di briciole di vita, di un'esistenza mediocre.
Ecco la riflessione di oggi. E forse leggere Platone ha aiutato parecchio in questo senso.
Volevo estinsecare così tanto la mia essenza che ho finito per farla volare via. Tra tutto ciò che esecravo e che sono diventata c'è anche questo: una persona mediocre.