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sabato 20 aprile 2013

LXI - under pressure



L'odore di pioggia
e del vento

settembre prima del tempo




Lo stomaco dolente, è vuoto da  ieri mattina. Non voglio che questo dolore finisca, è violenza dolce.

domenica 24 marzo 2013

LII

Ho paura.
Che non guarirò mai.
Sprecare così la mia esistenza..
Ma ho anche paura
del cibo
del grasso
dello specchio

E allora ho più paura.
Di me stessa.

martedì 19 febbraio 2013

XXXVI

Numeri nella testa, numeri negli occhi, numeri ovunque. Tempo, ore, minuti, secondi. Calorie, addominali, scale, passi. Numeri anche nelle parole, nelle emozoni, ordine, tàxis, kòsmos. Un attimo dopo tutto è chàos, disordine, sproporzione, abisso. Avete mai provato a misurarlo? Impossibile. 
Posso tentare di catalogare tutto, meno il vuoto che ho dentro. 
E infatti non posso neppure descriverlo.


Sto scavando, ma le unghie si spezzano.

domenica 17 febbraio 2013

XXXV - Das Unheimliche

[Das Unheimliche, ovvero L'Inquietante in quanto sconosciuto ed estraneo. In sanscrito la radice "hm" indica proprio il luogo degli affetti.]

Le ultime evoluzioni del mio malessere mi fanno stare sempre peggio. Scoperto come liberarmi del fardello che potrebbe gravare sul mio stomaco ho scoperto anche fin dove la mia perversione possa spingersi. La mia è dipendenza. Addiction, in inglese suona meglio. Programmare cosa comprare per riempirmi fino a stare male, pensare solo di uscire di casa apposta per farlo, e successivamente chiudermi in camera, mangiare e rigettare tutto. Questa è dipendenza. 
Non nascondo di essere sempre più inquieta. 
Fino adesso sono stata in grado di diventare tutto ciò che non avrei mai lontanamente immaginato. 

Ima depressa? Ma guarda, ride sempre, e che bel sorriso!
Ima anoressica? Ma come, è così una buona forchetta!
Ima bulimica? Ma se non sa vomitare!

Invece sono qui, un mix che si evolve sempre peggio, un atomo sul punto di implodere. 
Perchè vedete, in me c'è un'energia così potente da non riuscire a contenerla. Ed è la mia energia la mia perversione più grande, impiegare energie è riversare all'esterno le mie perversioni, spendere 20 euro in rosticceria, digiunare, fare ginnastica prima di andare a dormire e appena sveglia al mattino, controllare che le mie ossa siano al loro posto mentre faccio la doccia. Dicevo che i miei nervi non sono più quelli di una volta, forse sono diventati ancora più saldi, pronti a sostenere chissà quali nuove dipendenze; rimuginano su altri modi per farmi del male. 
Io glielo lascio fare. 

(?) 

Ima, sei per caso dimagrita questa settimana?

mercoledì 13 febbraio 2013

XXXIII - control

5 giorni di controllo
di cibi sani 
di pasti ridicoli 
di sorrisi falsi 
di mal di testa 
di paranoia 
di stupidità 
di studio non troppo produttivo 
di freddo 
di ricordi 
di insonnia 
di finta felicità 
di vuota tranquillità

.

lunedì 11 febbraio 2013

XXXI

Contare anche le calorie del dolcificante e annotarle sulla mia agendina, è un non senso. 
Per questo lo faccio. 

Dieci secondi di soddisfazione al giorno.

mercoledì 15 febbraio 2012

XXVI

Pensavo che la bilancia mi avrebbe buttato giù, visto l'ultimo periodo. E non nascondo di aver avuto un attimo di ribrezzo nel vedere quel numero orrido. Non è stato nemmeno vero ribrezzo, perchè me lo aspettavo. D'altronde come scrivevo qualche tempo fa, l'unica persona a cui non so mentire è la sottoscritta, sicchè niente effetto sorpresa. Si ricomincia. Anche con 4 chili in più, da adesso. Si ricomincia a fare non so cosa, forse a mettere ordine. Ma sicuramente a non fare idiozie.
In ogni caso. 
Una terribile nausea mi accompagna da tre giorni. Me ne sto schifata, con questa espressione anche un po' snob, perennemente in camera mia. Non so a cosa sia dovuta. O meglio, al momento non mostro sintomi di -probabile, come dice mia madre- influenza. Se non questa nausea. Forse è tutto l'odio che ho dentro. O tutto l'amore. Insomma deve essere qualcosa. E l'idea che la nausea sia la manifestazione fisica di qualcosa che provo mi convince sempre più. Altro che Biochetasi. Dottore, potrebbe prescrivermi un abbraccio materno?

lunedì 6 febbraio 2012

XXIV - Le notti bianche

 "A volte mi capitano dei momenti di una tale angoscia, di una tale angoscia... Perchè in quei momenti già inizia a sembrarmi che non sarò mai capace di cominciare a vivere una vera vita; perchè ho già avuto l'impressione di aver perso ogni misura, ogni senso della realtà, della autenticità; perchè, infine, ho maledetto me stesso; perchè dopo le mie fantastiche notti mi capitano ormai momenti di ritorno alla realtà che sono terribili! Nel frattempo senti rumoreggiare e turbinare in un vortice vitale una folla di gente intorno a te, senti, vedi la gente vivere, - vivere nella realtà, vedi che la vita per loro non è proibita, che la loro vita non si dilegua come un sogno, come una visione, che la loro vita si rinnova di continuo, è di continuo giovane e nessun suo momento è simile ad un altro, mentre è triste e monotona fino alla trivialità la timorosa fantasia, schiava dell'ombra, del pensiero. [...] Ma nel frattempo l'anima chiede e vuole qualcos'altro! E il sognatore fruga invano, come nella cenere, nei suoi vecchi sogni, cercando in quella cenere almeno una scintilla, per soffiarci sopra, per scaldare al fuoco rinnovato un cuore ormai freddo e ridestare in esso tutto ciò che prima gli era caro, che toccava l'anima, che faceva ribollire il sangue. [...] anche i sogni si consumano!"

domenica 5 febbraio 2012

XXIII

23 è il mio numero fortunato. Il mio numero. Il numero di questo post. 
Ma chissenefrega. 

Ho un nodo alla gola stasera. Lo avevo anche ieri. 
Sento di essere spigolosa. Inquieta. Aggressiva. Vuota. Ma piena, di odio. 
Per te, sconosciuto/a che ti diverti a stravolgermi 72 ore della mia vita solo perchè ti annoi. 
Per te, fin troppo conosciuto e conoscente che se ne strafrega di tutto. 
Per me, infine, e in particolare. Che faccio entrambe le cose. 

Guardo l'orologio e penso che dovrei andare a letto. Poi respiro e sento lo schifo totale. E penso di poterlo buttare fuori scrivendo e invece non ci riesco perchè non sto scrivendo per niente quello che mi passa per la testa ma solo qualche riga così per aggiornare il blog ed ecco devo proprio smetterla con questi modernisti è inutile che io pensi di essere una scrittrice solo scrivendo con lo strim ov consciusnes.

Sono stanca. Vorrei dormire. Smetterla di fare incubi ogni notte. Dormire. Svegliarmi tranquilla.
Mi piacerebbe essere di nuovo me. Avere di nuovo te. Avere di nuovo me.
Il privilegio di passare così tanto tempo con me stessa è che quando sono attanagliata dalla noia più completa ho la facoltà di potermi inventare di nuovo. E di nuovo. E di nuovo..
 

venerdì 16 dicembre 2011

lunedì 28 novembre 2011

XX - oh, no.

Il ciclo mestruale. 
Dopo sette lunghi mesi. 
Non so se essere contenta o buttarmi dal balcone. 
Non so quale fra le due cose sia più difficile. 
La prima, di sicuro. 
Scrivo frasi brevi, questi dolori li avevo dimenticati. 
Li avevo coperti con degli altri. 
Da un lato vedo, lontanissima, la speranza di poter vivere anche sotto i cinquanta chili e sotto la quaranta in un corpo semi sano. 
Dall'altro non faccio altro che vedere schifo. 
Questo schifo non lo voglio. 
Non voglio questo corpo. 
Non voglio piacere a nessuno.
Mi sento incredibilmente sporca. 
Lo sono. 

Sabato notte mi sono abbuffata come non avevo mai fatto.
C'è mancato poco che mi scoppiasse la pancia.
Pensavo di morire e invece mi sono svegliata ancora.
Per odiarmi meglio. 
E avere il ciclo mestruale. 
E capire di essere enorme per davvero. 
Ne è la prova. 
Che schifo. 
Che tristezza scrivere sulla mia agendina a sabato 26, BINGE. Dopo 10 giorni di ordine. 

Ho paura di pesarmi. 
Vorrei solo smettere di esistere. 
Provo a chiudere gli occhi, magari succede.
Passo e chiudo.

lunedì 14 novembre 2011

XVIII - mi serve dell'ordine.

Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare Ima smetti di mangiare 

Come prima. 
Ti prego. 
[...]

sabato 5 novembre 2011

XVII - epifanie.

Sono le cinque meno un quarto ma fuori sembrano le nove. 
Fa freddo, immensamente freddo. 
Dovrei studiare ma sto impiegando il mio pomeriggio a fissare il vuoto. 
Sono stata dalla fisiatra, oggi. Una visita per uno stupido problema a una spalla che ai suoi tempi mi permise di fallire anche nel mio adorato sport. Non so se vi importi di questo. 
Ad ogni modo, mi chiede di spogliarmi per controllare postura, spina dorsale ecc ecc. Mentre mi tolgo i vestiti la vedo guardarmi con orrore. C'era anche mia madre. La dottoressa spalanca gli occhi e fa "E perchè sei.. così?" Io non so cosa risponderle. Questa è la mia faccia non vedo cosa ci sia di strano vorrei dirle. Poi continua. "Sei sempre stata.. così?" No mi sono rovinata col tempo, ce l ho sulla punta della lingua questa frase e invece no, è mia madre che parla, dall'angolo destro della stanza. Assolutamente no, dice. Assolutamente. 
La dottoressa prosegue con la visita e la finisce, rivestiti e vieni di là.
Di là c è una bilancia, di quelle meccaniche coi pesetti, quelle dei medici. Vediamo quanto pesi. Nella mia testa la odio, la sto odiando più di qualsiasi altra cosa, non voglio pesarmi, non voglio salire su quella maledettissima bilancia, ho mangiato da neanche un ora e io non mi peso dopo mangiato perchè non serve e mi stresso e mi deprimo inutilemente e ti odio e non voglio. Quindi mi avvicino, tolgo le scarpe, e salgo. 
La vedo armeggiare con i pesetti. La vedo sbagliare con i pesetti. La vedo strabuzzare gli occhi. Vedo lei perchè guardo tutto tranne che i numeri, io non lo voglio sapere punto e basta. Forse lei se ne accorge, perchè a un certo punto mi fissa negli occhi, seria, triste. Pesi un po' troppo poco. Lo dice sottovoce. Lo apprezzo. 
MA POI, QUELLA CORNACCHIA DI MIA MADRE. 
Che interrompe il silenzio di quell'adorabile stasi. 
"Quindi? Quanto pesa?" 
La imploro di star zitta. 
"Dottoressa?" 
Continuo a fissarla. 
Ricambia il mio sguardo. 
Sembra voler dire scusa, ma è il mio lavoro. 
Abbasso gli occhi. Ti odio. Fa' quello che ti pare penso. 
Quarantaquattro. 

I miei si guardano. Io mi guardo. Non credo alle mie orecchie. Sono sconcertata. O la mia bilancia ha sempre pesato qualcun altro al posto mio o si tratta di un errore. 
Ma a mia madre non basta. Quarantaquattro è molto meno di cinquanta mi dice. La bilancia a casa mi pesa almeno 48 rispondo. Cosa in parte vera. Il minimo che abbia mai visto a casa è stato 45, ad agosto. Stamattina 46 e mezzo. Poi dopo mangiato, non parliamone. 
Arrivederci signora, a presto dottoressa.
In macchina il silenzio più totale. Sono in stato catatonico e vorrei esserlo per sempre. Papà mi lascia a casa. Prima di scendere dalla macchina, sento mamma gridarmi "Mi raccomando pesati a casa!"
Così, come se fosse un gioco, un passatempo. Una cosa da fare nel week-end. 

Ma andatevene al diavolo tutti. 
44, 46, 48. Non mi interessa. 
Tanto mi faccio sempre schifo. 

mercoledì 2 novembre 2011

XVI

Normalità, studio, cyclette. Assenza di carboidrati. Tranquillità, dopo un po' di tempo.
Che orrore pensare che questa sia la mia normalità, e che una volta era così diversa e forse anche bella, e che chissà quando ritornerà ad esserlo e che forse non ritornerà per niente. 
Mi fa tristezza, la mia normalità. 
Mi rende infelice sapere di avere la tranquillità in tasca solo con la pancia vuota e tutto il resto. 
Piango. Lo faccio spesso ultimamente. Ma in silenzio, per non disturbare. Per non sentirmi. 

Quando avevo tre anni ritornando a casa dall'asilo chiedevo a mia madre se secondo lei avessi fatto una buona alimentazione alla mensa, coi carboidrati le proteine ecc ecc, e poi le chiedevo anche "Mamma ma chi sono io?" e lei non sapeva mai rispondermi, continuava a ripetermi il mio nome ma io dicevo "no ma non in questo senso, io voglio sapere chi sono Io, ciò che sono"
Ricercavo l'essenza. Lo faccio ancora adesso, perchè non l'ho trovata.
Ho fatto spesso questa domanda nel corso della mia vita. Nonni, zii, preti, professori, medici. Ma nessuno ha mai saputo darmi una risposta. A un certo punto allora, pensavo prima sotto la doccia, forse me la sono inventata, quest'essenza. Un immaginario volo di Ulisse ed ecco che Ima inventa di essere così e così, di pensare questo e fare quell'altro, una specie di postulato dell'Essenza solo per giustificarne l'esistenza. Perchè deve esserci. E Immanuel sarebbe fiero di me, tra parentesi.
Dopo queste spocchiosità filosofiche, in ogni caso, mi duole ammettere che questo ragionamento sia quanto di più veritiero ci sia. Controllare il proprio corpo fino all'esasperazione non vuol dire voler modificare, in un certo senso, ciò che si è? E nel caso in cui una persona non fosse a conoscenza di questo, il controllo non sarebbe un mezzo per creare, plasmare il proprio Io? 
No, non sto dicendo che siccome nessuno ha mai saputo rispondere alle mie pungenti domande è colpa di qualcun altro se il merluzzo stasera l'ho preferito grigliato e insapore. Mi fa tristezza, però, questa mia normalità. Mi fa tristezza che pur avendo io stessa plasmato la mia Essenza, o almeno pensato di farlo, abbia fallito così miseramente, producendo questo schifo mediocre, sciatto, e sostanzialmente, vuoto. 

Ma ti ricordi quando pioveva e andava bene lo stesso e quando bastava un tuo respiro a fare la mia giornata? 
[...]

Certe volte mi dico che non è solo colpa mia se oggi sono così. Non tutto è dipeso da me, e spesso ho potuto solo assistere al disfacimento di quelle piccole sicurezze che mi ero faticosamente costruita. Molto più però ho deciso, e di questo sono consapevole, per cui non vorrei fare dell'insopportabile vittimismo. La zappa sui piedi me la tiro da sola ogni giorno, scelgo di farlo in ogni momento, e lo faccio continuamente.
Però.

Quando tu ami fino alle ossa,
fino all'Essenza suddetta, 
ma inutilmente,
non  è come se essa si staccasse da te,
volasse via, per così dire, 
e il respiro ti manca, 
e ti pare irreale, 
e invece è solo 
la tua 
nuova
normalità?

martedì 1 novembre 2011

XV - nuovi giorni e autocontrollo

300, forse 350kcal a colazione.
Ma perchè dovrei continuare ad abbuffarmi?
Fermati Ima, non serve a niente.
Ok.
Perfetto.

sabato 22 ottobre 2011

XIII

Ho provato il vestito nero che dovrò mettere stasera. Quello stretto, terrificante, che ha scelto mia madre. 
Poi mi sono guardata allo specchio. 
Le gambe, enormi. La sproporzione fra testa e vita [sembro dimagrire solo lì]. Il seno, inesistente. Il lato B, non parliamone. Orribile. Sono semplicemente orribile. 
Con tutti i buoni propositi ho provato a fare una colazione equilibrata. Una quasi abbuffata. 
Ho provato a vomitare. Una, due, tre volte. Non ci sono riuscita. Mi sono solo fatta un male cane alla gola. 
Che fallita. 
Che schifo. 
Piango, tanto non se ne accorge nessuno.


Ima

venerdì 21 ottobre 2011

XII

Ansia. Gente si intrufola nella mia vita così, senza bussare, pensando di poter, d'un tratto, renderla migliore. Ma vi dirò. NON è così. Anzi sono addirittura infastidita. Non ho mai voluto che il mio disturbo alimentare fosse oggetto di pubbliche discussioni, altrimenti non andrei in giro con vestiti enormemente larghi, non inventerei mille intolleranze alimentari e soprattutto non scriverei nell'anonimato su un blog, non vi pare?
E invece no. Lentamente il mio segreto
sta

venendo

a galla. 

Sarà la mia pelle grigia. Lo sguardo spento. I troppi e continui no. Le scuse. L'amenorrea, ormai da sette lunghi mesi. L'acidità. 
Non mi peso più ossessivamente come prima, mi basta avere la pancia vuota. Sono determinata ad annichilirmi, e per fortuna le mie crisi di binge sono passate. Come ho già scritto in un precedente post, ho imparato a fermarmi prima di un'abbuffata, il che è un bene. Non immaginate quanto.

Ritornando a ciò di cui volevo parlare. I miei compagni di classe sanno. Immaginano. O semplicemente, vedono. Dopo anni, come se fosse successo tutto dalla sera alla mattina, quando la tristezza mi attanaglia da così tanto tempo. Mi sembra sia passata una vita da quando avevo le speranze di essere felice. Ora invece è tutto buio, e non mi va neanche di cercare un modo meno banale per scriverlo. 
Forse è per questo che rifiuto continuamente l'aiuto. 
Domenica è stato orribile, una mia cara amica mi ha telefonato. Dice Ima stai cadendo, non riesco a vederti così senza far nulla, che succede? Rispondo che non succede niente, ed in fondo è proprio questo il problema. Ima lo so che tu non mangi più, dovresti andare in terapia, qual è il fine di tutto questo? Annullarti anima e corpo? 
Sì. 
Mi chiede se possiamo evitarlo. 
Non lo so, sussurro. 

E allora piango, perchè non vedo via di uscita. Sarei ugualmente vuota, anche con dieci chili in più. Probabilmente mi odierei maggiormente, perchè occuperei fin troppo spazio. 
Ci pensavo l'altra notte, mentre sentivo qualcosa di simile alla fame dopo tanto tempo. Quello che avevo prima del dca era uno schifo. Ho sempre cercato di farmi del male, con qualsiasi mezzo. Il cibo è solo un altro dei mille modi attraverso i quali raggiungere il mio obiettivo. 
Perchè? 
E allora piango più forte. Singhiozzo, mi sale la nausea e i battiti aumentano. 
Non so neanche che cosa possa farmi stare meglio, al momento. 
Forse non c'è.

Non ci sono motivi non ci sono perchè non ci sono respiri non c'è più tempo e rimango solo io. 
Ancora per poco.

giovedì 13 ottobre 2011

XI

Binge, di nuovo. 
Mi fa male tutto. 
Devo vomitare, starei meglio se solo ci riuscissi, ma non lo so fare e l'unico modo per rimettere sarebbe introdurre delle altre sostanze nel mio corpo, e temo esploderei anche solo con dell'acqua. 
Mi faccio schifo. 
Voglio andare all'inferno. 
Ho mangiato senza fame.
Una prugna.
Due fette di pan carrè con marmellata di more.
Uno yogurt [magro però eh, particolare importante, come no.]
Tre barrette kids conad al cioccolato, 110 kcal cadauna.
Una quantità indefinita di cereali integrali.
Un bicchiere di latte con muesli al cioccolato. 
Uno yogurt gelato medio con nutella cioccolato bianco e meringa.
Due tranci di maxi al salame piccante. 
Una forchettata di fagiolini. [GIUSTAMENTE]
Una fetta di melone.

b  o  o  m



Digiunerò per noia come ho fatto fino alle 16 di oggi. Per sempre.
Penso che con questo scherzetto mi sia giocata i miei 43 per un lasso indefinito di tempo. 
Non ce la faccio più
Non ce la faccio più
Non ce la faccio più 

Basta.

Ima

mercoledì 5 ottobre 2011

sabato 1 ottobre 2011

IX - pensieri sparsi

Ma quanto è bella la sensazione di vuoto nello stomaco prima di andare a dormire. Vuota la pancia e vuota la testa: forse è così che si dorme bene. 
E' stata una settimana orribile. Dopo domenica, tutto in salita. Per un attimo ho avuto paura, ed è stata la prima vera volta, paura di volermi uccidere, di smettere di esistere completamente. Poi però ho pensato che il mio passatempo preferito [cioè quello di spingermi sempre oltre il limite e punirmi] sarebbe finito, e allora ho cambiato idea. Così mi sono portata dietro il fardello di quest'esistenza inutile appesantita da alimentazione forzata, con grandi difficoltà fino a martedì.
Tre pasti al giorno a casa, l'obiettivo delle 300kcal giornaliere sfuma del tutto. Ma 500, 550, possono anche andare. Sono forte, pronta per ricominciare a farmi del male, più di prima. Inacidita dall'odio altrui trovo nuova motivazione per odiarmi di più. Almeno questo posso farlo. E come una droga, mi ritorna in mente il digiuno
[So che quando rileggerò queste righe domani proverò un certo schifo. Perchè questi pensieri non sono sani. Ma sono i miei.]
Ieri ho potuto assaporare di nuovo una sensazione che non provavo da tempo. Compleanno al ristorante, piatto colmo di roba e io che lo osservo. Ne squadro il contenuto, senza toccarlo. Non mi faccio contaminare. Osservo gli altri che divorano qualsiasi cosa, l'olio i carboidrati e tutto il resto, e mi dà una gioia incontenibile. Perchè vedete, io non "snobbo" chi mangia davanti a me. Io ammiro chi ha la forza di volersi bene e quasi mi viene da piangere quando incontro sulla mia strada qualcuno che ami la vita e il divertimento almeno quanto io ami avere lo stomaco vuoto.
0kcal. 
Non ho fame. 
Ritorno a casa. 
Mi addormento. 
Niente binge nè pianti isterici nè fitte alla pancia. 

Ci ripensavo stamattina, mentre preparavo lo zaino, che è stata una delle poche occasioni in cui sono riuscita ad evitare l'abbuffata così a cuor leggero. Non mi è pesata per niente la vista del buffet di dolci nè degli altri che li ingurgitavano. E tutte le volte che prima di uscire di casa ho avuto paura di un binge, mi sono puntualmente abbuffata. 
Sono arrivata allora alla conclusione che l'unico modo per evitarlo sia non averne paura, non pensarci. E' stato come avere già la tranquillità in tasca.
Respirare ridere piangere amare. A cuor leggero.

E se fosse così che si vive?

In tasca adesso ho solo l'accendino e la certezza che stasera digiunerò di nuovo, addosso ancora quella strana forza di ieri sera. Per il resto invece, credo ci vorrà del tempo. E non mi riferisco all'impossibile digestione della bistecca da ben 330g che a pranzo è stata introdotta per via coatta nel mio corpo.

Ima