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sabato 20 aprile 2013

LXI - under pressure



L'odore di pioggia
e del vento

settembre prima del tempo




Lo stomaco dolente, è vuoto da  ieri mattina. Non voglio che questo dolore finisca, è violenza dolce.

domenica 24 marzo 2013

LII

Ho paura.
Che non guarirò mai.
Sprecare così la mia esistenza..
Ma ho anche paura
del cibo
del grasso
dello specchio

E allora ho più paura.
Di me stessa.

sabato 2 marzo 2013

martedì 19 febbraio 2013

XXXVI

Numeri nella testa, numeri negli occhi, numeri ovunque. Tempo, ore, minuti, secondi. Calorie, addominali, scale, passi. Numeri anche nelle parole, nelle emozoni, ordine, tàxis, kòsmos. Un attimo dopo tutto è chàos, disordine, sproporzione, abisso. Avete mai provato a misurarlo? Impossibile. 
Posso tentare di catalogare tutto, meno il vuoto che ho dentro. 
E infatti non posso neppure descriverlo.


Sto scavando, ma le unghie si spezzano.

domenica 17 febbraio 2013

XXXV - Das Unheimliche

[Das Unheimliche, ovvero L'Inquietante in quanto sconosciuto ed estraneo. In sanscrito la radice "hm" indica proprio il luogo degli affetti.]

Le ultime evoluzioni del mio malessere mi fanno stare sempre peggio. Scoperto come liberarmi del fardello che potrebbe gravare sul mio stomaco ho scoperto anche fin dove la mia perversione possa spingersi. La mia è dipendenza. Addiction, in inglese suona meglio. Programmare cosa comprare per riempirmi fino a stare male, pensare solo di uscire di casa apposta per farlo, e successivamente chiudermi in camera, mangiare e rigettare tutto. Questa è dipendenza. 
Non nascondo di essere sempre più inquieta. 
Fino adesso sono stata in grado di diventare tutto ciò che non avrei mai lontanamente immaginato. 

Ima depressa? Ma guarda, ride sempre, e che bel sorriso!
Ima anoressica? Ma come, è così una buona forchetta!
Ima bulimica? Ma se non sa vomitare!

Invece sono qui, un mix che si evolve sempre peggio, un atomo sul punto di implodere. 
Perchè vedete, in me c'è un'energia così potente da non riuscire a contenerla. Ed è la mia energia la mia perversione più grande, impiegare energie è riversare all'esterno le mie perversioni, spendere 20 euro in rosticceria, digiunare, fare ginnastica prima di andare a dormire e appena sveglia al mattino, controllare che le mie ossa siano al loro posto mentre faccio la doccia. Dicevo che i miei nervi non sono più quelli di una volta, forse sono diventati ancora più saldi, pronti a sostenere chissà quali nuove dipendenze; rimuginano su altri modi per farmi del male. 
Io glielo lascio fare. 

(?) 

Ima, sei per caso dimagrita questa settimana?

giovedì 9 febbraio 2012

XXV - Death by air.

le persone anonime camminano per strade affollate e nessuno le vede. Osservano, solitamente, la punta dei loro piedi, o un punto indefinito, basso, lontano. Camminano e non lasciano alcuna traccia. Lo fanno silenziosamente, per non disturbare. Le persone anonime camminano per strade, sole. Non hanno compagnia forse perchè non vogliono, forse perchè non possono. Ma tanto questo non interessa a nessuno. 

Quando cammino 
metto un piede davanti all'altro
guardo di fronte a me
la strada piena
poi mi volto
vedo -vedi-
la strada vergine
eppure è così strano 
quando cammino 
metto un piede davanti all'altro 
ma la strada
quando mi volto 
ad osservarla:
non ricambia mai il mio sguardo

   
"Who is the third who walks always beside you?
When I count, there are only you and I together
But when I look ahead up the white road
There is always another one walking beside you
Gliding wrapt in a brown mantle, hooded
I do not know whether a man or a woman
—But who is that on the other side of you?"

                                                                                    (T.S.Eliot - "The waste land")