giovedì 7 marzo 2013

XL

567 kcal a colazione.
Di cibi "cattivi".
Che sono rimasti nel mio stomaco.
Me lo impongo: devono rimanere nel mio stomaco.
Aria per il resto della giornata.
Le mie giornate si somigliano troppo da troppo tempo per i miei gusti, finiscono tutte con la testa nel cesso.
Dal 28 febbraio sul mio diario alimentare c'è scritto, ogni giorno "Binge&Purge". Talvolta anche seguiti da "pt.I", "ptII", "ptIII" ecc. ecc. .
Basta.


lunedì 4 marzo 2013

XXXIX - Il peso più grande

Non ho tregua. 
Tristezza. Rassegnazione. Rabbia. Paura. Vuoto. Persistente, vuoto. 
Tutto insieme. 
Nel mio letto passo 5 ore a guardare il soffitto ascoltando il rumore della ventola dei riscaldamenti ad aria. 
E così tutta la notte.
La mattina mi trucco ed esco di casa. E mi impegno a vivere, a nascondere agli altri la mia orribile condizione. Ho bisogno di crearmi una nuova vita in questa nuova città. La mia proposta da quando sono qui, da quasi 6 mesi ormai. Una nuova identità, per così dire, da sfruttare a piacimento per mostrarmi quale non sono. Perchè se io non lo facessi tornerei ad essere sola, e in fondo lo sono: a un certo punto sento il vecchio conosciuto disgusto per il tutto che mi circonda, e di nuovo devo rifuggire dal mondo, incatenarmi alla mia malattia, nascondermi nella solitudine della mia camera. 
Andare a letto e passare 5 ore a guardare il soffitto. Rimanere a casa nei week-end a studiare, mangiare, vomitare, digiunare, piangere, ascoltare il mio silenzio interrotto di tanto in tanto dalla ventola dei riscaldamenti ad aria. E questa sarebbe la mia nuova vita? 
Mai un progetto di ricostruzione fallì fino a questo punto. 

E la pars destruens è quella che di gran lunga mi riesce meglio.

"Che accadrebbe se, un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: «Questa vita, come tu ora la vivi e l'hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L'eterna clessidra dell'esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello di polvere!». Non ti rovesceresti a terra, digrignando i denti e maledicendo il demone che così ha parlato? Oppure hai forse vissuto una volta un attimo immenso, in cui questa sarebbe stata la tua risposta: «Tu sei un dio e mai intesi cosa più divina»? Se quel pensiero ti prendesse in suo potere, a te, quale sei ora, farebbe subire una metamorfosi, e forse ti stritolerebbe; la domanda per qualsiasi cosa: «Vuoi tu questo ancora una volta e ancora innumerevoli volte?» graverebbe sul tuo agire come il peso più grande! Oppure, quanto dovresti amare te stesso e la vita, per non desiderare più alcun'altra cosa che questa ultima eterna sanzione, questo suggello?"
[F.W.Nietzsche, FW, IV, aph. 341]

sabato 2 marzo 2013

venerdì 1 marzo 2013

martedì 19 febbraio 2013

XXXVI

Numeri nella testa, numeri negli occhi, numeri ovunque. Tempo, ore, minuti, secondi. Calorie, addominali, scale, passi. Numeri anche nelle parole, nelle emozoni, ordine, tàxis, kòsmos. Un attimo dopo tutto è chàos, disordine, sproporzione, abisso. Avete mai provato a misurarlo? Impossibile. 
Posso tentare di catalogare tutto, meno il vuoto che ho dentro. 
E infatti non posso neppure descriverlo.


Sto scavando, ma le unghie si spezzano.

domenica 17 febbraio 2013

XXXV - Das Unheimliche

[Das Unheimliche, ovvero L'Inquietante in quanto sconosciuto ed estraneo. In sanscrito la radice "hm" indica proprio il luogo degli affetti.]

Le ultime evoluzioni del mio malessere mi fanno stare sempre peggio. Scoperto come liberarmi del fardello che potrebbe gravare sul mio stomaco ho scoperto anche fin dove la mia perversione possa spingersi. La mia è dipendenza. Addiction, in inglese suona meglio. Programmare cosa comprare per riempirmi fino a stare male, pensare solo di uscire di casa apposta per farlo, e successivamente chiudermi in camera, mangiare e rigettare tutto. Questa è dipendenza. 
Non nascondo di essere sempre più inquieta. 
Fino adesso sono stata in grado di diventare tutto ciò che non avrei mai lontanamente immaginato. 

Ima depressa? Ma guarda, ride sempre, e che bel sorriso!
Ima anoressica? Ma come, è così una buona forchetta!
Ima bulimica? Ma se non sa vomitare!

Invece sono qui, un mix che si evolve sempre peggio, un atomo sul punto di implodere. 
Perchè vedete, in me c'è un'energia così potente da non riuscire a contenerla. Ed è la mia energia la mia perversione più grande, impiegare energie è riversare all'esterno le mie perversioni, spendere 20 euro in rosticceria, digiunare, fare ginnastica prima di andare a dormire e appena sveglia al mattino, controllare che le mie ossa siano al loro posto mentre faccio la doccia. Dicevo che i miei nervi non sono più quelli di una volta, forse sono diventati ancora più saldi, pronti a sostenere chissà quali nuove dipendenze; rimuginano su altri modi per farmi del male. 
Io glielo lascio fare. 

(?) 

Ima, sei per caso dimagrita questa settimana?

venerdì 15 febbraio 2013

XXXIV

x:"Fai sport?"
Ima:"Beh.. ho fatto nuoto agonistico per 10 anni.."
x:"ah, però! Dalle tue spalle non si direbbe.. cioè è tanto che hai smesso no? Le nuotatrici in genere sono abbastanza muscolose."

Mi pesa particolarmente presentarmi, ricordarmi chi ero. Ripensare a quando ero io e non questo mostro che sono diventata. Capelli tinti compresi. 
Odio dover giustificare la mia esistenza, prima ero così, adesso non più, è evidente anche senza sottotitoli, mi pare. 
Parlando con l'interlocutore di cui ho citato le domande sopra, ho riscontrato una certa difficoltà a rimanere lucida. Gli anni in cui nuotavo e stringevo il mondo in pugno mi sembrano ormai lontanissimi, le mie felicità sbiadite, la mia personalità anche. Eppure è stato reale, su questo non c'è alcun dubbio, le mie medaglie sono ancora appese nella mia camera e si prendono gioco di me, mi sussurrano "tu sei stata anche questo una volta." Ma ora è tutto molto diverso. Non c'è premio che possa soddisfarmi, non c'è soddisfazione che possa bastarmi, non mi basta raggiungere un obiettivo perchè so che dopo ce ne sarà un altro e poi un altro e poi un altro ancora. E si potrebbe andare avanti così all'infinito ma mai riuscirei ad apprezzare le cose come un tempo, ad accettarle quali esse siano, ad accettare la mia esistenza. 
Non ho più le spalle muscolose, nè gli occhi che ridono. Mia nonna lo diceva sempre, diceva "Ima somigli tanto a tuo nonno, anche lui rideva con gli occhi". Adesso 3 anni di apparecchio ortodontico mi hanno fornito di una dentatura pressocchè perfetta, ma il mio sorriso è meccanico e i miei occhi pur sempre vuoti. 
Ho fatto nuoto agonistico per 10 anni, ho lottato, ho fatto ore e ore di allenamenti al giorno anche più volte al giorno e miglioravo i miei tempi. Badate bene, miglioravo i miei tempi, qualche volta vincevo anche nelle gare, ma questo non era fondamentale. Il mio premio più grande era essere diventata un po' migliore, aver raccolto i frutti di tutto quel tempo passato ad andare su e giù per una vasca. E non mi interessava di bruciare calorie o dimagrire, riuscivo ad assaporare l'acqua nel suo scivolarmi addosso, a godere del silenzio che avvolge le orecchie durante una virata e dell'aria che entra nei polmoni a fine gara. 
Respiravo.