domenica 25 settembre 2011

VIII

Mia madre mi ha picchiato con tutte le sue forze, e ora ho la faccia gonfia e i lividi sulla schiena. Papà l'ha fermata dopo un po', quando ormai era troppo tardi, poi mi ha fatto mangiare a forza e ha giurato butterà la mia cyclette. Mio fratello ci è andato giù di battutine dicendo che se volevo piangere avrei dovuto farlo in silenzio perchè altrimenti non sentiva la tivù.

E poi si chiedono perchè non parli mai con loro? 
Ci vuole coraggio. 
Che belle le domeniche in famiglia.

Ima

martedì 23 agosto 2011

VII

Parto. Ma purtroppo ritorno.

Mia madre si è ostinata a farmi due panini: uno con prosciutto cotto e uno con bresaola. Non li butterò, c'è gente che muore di fame. Non ho mai buttato del cibo. Piuttosto l'ho rifiutato fin dall'inizio. Troverò qualcuno e gli farò un regalo super. E la persona sconosciuta in questione ne farà uno a me. Semplice, vero?
Mi mancherà questo posto. Tutto il resto è così ipocrita.


domenica 21 agosto 2011

VI

Vi capita mai di avere così tanto da dire da chiudervi nel più profondo silenzio? 
Sono in preda a una crisi. Una tempesta emozionale. Un picco ormonale. Qualcosa
Insonnia, mal di pancia, e fin qui è tutto normale. Ma quando i sensi di colpa non provengono da quel trancio di pizza che avresti potuto evitare, allora tutto è più chiaro. E impari a distinguere cos'è che ti fa odiare ogni cosa di te. E non mi riferisco a carboidrati semplici. 

Le scampagnate in famiglia sono la cosa più improbabile in cui possa cimentarmi al momento. Per ovvi motivi. Però faccio il sacrificio perchè  in fondo è per delle persone che amo. O che potrei amare. 
Perchè oggi ho scoperto una cosa, ed è doloroso, ma devo scriverlo adesso
Sono profondamente egoista e non lo sapevo. 
Egoista egoista egoista. Non vedo altro che me. I miei problemi. Il mio peso. Le mie ossessioni. Ma non è stato sempre così.

Oggi a tavola tra una patatina fritta e un boccone di carne avevo mio padre di fronte. Era stanco. Mi osservava contento, mi riempiva il piatto. 
P:"Ti piace, amore di papà?"
I:"Sì, è molto buono.."
P:"Ma tu sei così fessa."
I:"..?"
P:"Potresti mangiare sempre tutte queste cose buone. E invece, guarda come ti sei ridotta. Sei una stupida. Hai il viso ossuto, mascolino. E guarda quelle braccia: una volta non erano così. Pensi di essere bella?"
No, papà, non lo penso. Non lo sono. Non mi interessa. Ecco che mi ritorna in mente di cosa volevo parlare.
Quando due anni e mezzo fa cominciai la dieta volevo essere migliore. Fisicamente. Volevo essere più carina. Al diavolo chi dice che pesare meno fa stare meglio con se stessi, è una palla. Essere sovrappeso non è salutare nè esteticamente bello. [mi riferisco ovviamente a un sovrappeso consistente] Se avere dei chili in più ti fa odiare ciò che hai dentro, allora hai un problema, e perdere quei chili non cambierà niente, continuerai ad odiarti. Questa è la differenza fra una dieta e un DCA come il mio. Parere personalissimo. Mi sono accorta di essere scivolata in qualcosa di più grande di me proprio quando ho cominciato a non interessarmi più di essere attraente. Di essere migliore fuori. Così ho l'illusione di essere migliore dentro, di essere pura ed essenziale. Ma in realtà è come dice mio padre. Sono una fessa, una stupida. Questo mi pesa più di essere brutta o mascolina. Soprattutto se lo dice lui. 

Ma chissà perchè, io tutto questo oggi non gliel'ho detto. Ho preso una mezza salsiccia e a lui è andato bene così. Gli ho regalato un sorriso che normalmente avrei negato, strappato, rubato. Il pranzo invece mi ha regalato un mal di pancia fuori dal comune, giuro che è stato difficile trattenere tutto dentro, premere leggermente la pancia sarebbe stato sufficiente per vomitare tutto. Cosa che ho provato a fare, lo ammetto, ma che come sempre, non mi è riuscita. 
E adesso, per cosa sentirmi in colpa? Il cibo per oggi sembra essere passato in secondo piano. Ho stampata nella mente l'immagine di mio padre, stanco, per colpa mia
E allora vorrei sparire.

lunedì 15 agosto 2011

V

Ed ecco il mio goal. Quello prefissato da secoli. Quello inarrivabile e tanto agognato. Ho avuto il mio 45. Con qualche etto di contorno in più, ma ci sono. O forse c'ero. Dopo oggi, chi può dirlo. Domani non mi peserò.
Non ho mangiato poi così tanto, ma forse ho fatto indigestione di sensi di colpa. E adesso ho mal di pancia. [Spulciando qua e là vari blog sono arrivata alla conclusione che oggi deve essere stato un incubo per molte altre persone, oltre alla sottoscritta.] 
Ho raggiunto il mio goal ma ora non so proprio che farmene. Ho sempre associato a questo numero una incredibile felicità, pensavo che poi chissà quali incontenibili gioia e soddisfazione  mi avrebbero investita. E invece è come se mi fosse venuto addosso un tir.
Sarà anche colpa di agosto, di questo mese terribile e pesante. Saranno gli ormoni che non ho, o forse l'astinenza forzata da nicotina.
Insomma non voglio credere che col mio bel 45 in tasca possa sentirmi così a terra. Perchè non era così che l'avevo immaginato. 
...
Forse mi sembra già troppo

Sono stanca di correre. Vorrei trovarmi davanti un muro, sbatterci con tutte le forza che mi sono rimaste, spaccarmi il cranio, reagire in un qualche modo. Basterebbe anche fermarmi e ricominciare a vivere, semplicemente. Sarebbe bellissimo, già mi commuovo solo a pensarci. 
Eppure è così difficile. 
Sono sicura che il mio sguardo implori un aiuto. Ho la certezza che nei miei discorsi siano disseminati piccoli indizi che vogliono dire "ehi, ho un problema che non so risolvere". Invece continuo a correre, ad annientarmi, a piangere, a declinare inviti, a subire questa inutile esistenza, a sprecare il mio tempo.
Questo è il mio traguardo.

E che razza di vincitrice sarei?



giovedì 11 agosto 2011

IV

Tra di noi sappiamo riconoscerci. Ci avete mai fatto caso? 
Basta uno sguardo per raccontarci.
Poi i pensieri, le abitudini, i gesti, i sorrisi, sono gli stessi. Ed è come specchiarsi nel mare..

[Mi piacerebbe avere la forza di stendermi sulla sabbia.]

venerdì 24 giugno 2011

III

Mi incuriosisce come un DCA possa essere cool. Qualcuno dice che è un lifestyle, qualcun altro pensa sia un capriccio, altri ancora credono sia strettamente correlato al mondo della moda. Che palle. Mica è vero. 
Saltare il pranzo è in, andare in overdose di gelato è out. Forse se riesci a vomitarlo subito dopo puoi ancora avere la speranza di essere un pochino cool, quel tanto che basta per raccontarlo agli amici, magari su Facebook.
Ma le abbuffate, quelle sono per gli sfigati. 

Non so come mi sia saltato in mente la prima volta. Di certo ho sempre usato il cibo per ripagarmi delle frustrazioni della giornata, ma in un modo sano. Una buona forchetta, dicevano. 
Poi con la dieta e tutto il resto ho felicemente perso, si fa per dire, il mio appetito. In definitiva non credo di saper riconoscere più quando ho fame e quando non ne ho, cosìcchè l'abbuffata mi fa sentire mille volte peggio. Hai mangiato? Vabbè avevi fame. Non ne avevi? Inutili calorie, hai vanificato lo sforzo di una settimana. Fai schifo

Una volta ero brava. Non mi abbuffavo mai. Poi non lo so cosa è scattato. Così due, tre volte al mese, mangio. Fino a stare male. Pianifico tutto, divoro senza assaporare, mastico e ingoio per tutta la giornata. Ma qui viene il bello. Non so vomitare. Non ci riesco. Ci ho provato un sacco di volte, sempre, piangendo. E' la giusta punizione, tenere nello stomaco dolente tutto il disgusto di cibo consumato di nascosto. Preparato, comprato, ingurgitato da me. Buffo no? 
Ma abbuffarsi non è cool. Per una come me, non fa che affibbiarmi quel paio di chili con i quali combattere per la settimana successiva. Quel paio di chili che mi restituiscono un po' di colore e un po' di carne. Quel paio di chili che non mi permettono di gridare al mondo quanto io desideri che tutto questo finisca senza essere sbeffeggiata.  Perchè molte persone credono che per avere un DCA bisogna essere molto sottopeso o sovrappeso. Io invece dico che sta tutto nella testa e che quella è difficile da pesare. Soprattutto per gli altri.

giovedì 23 giugno 2011

II

Ho cambiato bilancia. 
L'ha presa mamma con i punti del supermercato. 
Calcola la massa grassa acqua massa muscolare BMI BMR. 
Mamma mi ha chiesto di provarla. Con aria di sfida e un po' anche di curiosità. In effetti aveva già notato il mio interesse per il nuovo articolo, e forse aveva notato anche altro. Allora io ci salgo sopra, ma vestita, dopo aver bevuto molta acqua. Non capisco perchè se penso di pesarmi, sento una strana eccitazione. Ma quando arriva il momento di farlo, quasi vorrei tirarmi indietro. Con un'altra persona che guarda poi. Un'altra persona che è mia madre. Cristo. 
La tuta l'orologio l'acqua gli occhiali il cellulare. Faccio due calcoli e un bel respiro: è solo una prova, no? 
Non mi peso mai durante il giorno. Se lo faccio, è solo per monitorare la situazione. Fino a mezzo chilo in più della mattina va bene. Ma già un chilo mi manda nel panico più totale. 
C'è mamma che mi guarda ma in modo diverso. Nel modo più innocente di questo mondo. Da quando in qua è anomalo pesarsi? E' ridicolo penso io, altrochè. Ma comincio a sudare, sento che mi sto agitando. E allora faccio un bel respiro. 
Impostazioni altezza età modalità atleta. Pronta. Devi solo salirmi sopra, dice la bilancia. 
E sia.
Non guardo in basso, non voglio vedere. Mia madre sì invece, perchè è da un mese che tenta di carpire il mio vero peso, e io ho carpito le sue intenzioni. 
Dice pesi troppo poco. Sei vestita, hai bevuto un litro d'acqua, perchè ti ho vista sai, hai il cellulare il tasca e l'orologio al polso, e quel numero è troppo basso. Lo dice con calma ma sotto sotto vorrebbe tirarmi una sberla e io lo so. Come se non bastasse il calvario va avanti e dà i numeri, valori che io conosco perfettamente e che potrebbero essere aramaico per la donna che mi sta di fronte. 
Comincia a chiedermi che significano e io ringrazio il manuale della bilancia che non ha sezione in italiano. Sono numeri, mamma. Solo numeri
Io so di non essere un numero, e allora perchè faccio tutto questo? Perchè i tremori e i sorrisi? In fondo quel numero era troppissimo per me, cambiare bilancia è deleterio se quella vecchia ti pesava di meno. Ma con tutto il di più, forse è davvero troppo poco. Troppo per essere malata, troppo poco per essere normale. 
Il pesapersone ipertecnologico dà il suo responso finale e dice sottopeso. Lo afferma con numeri, così io posso dire a mamma che tutti i calcoli che fa per me non vanno bene perchè sono una sportiva. Baggianate

Stamattina mi sono svegliata sazia. Che schifo penso. Poi mi ricordo che ho voluto fare un mio personale regalo di compleanno a papà e allora mi dico che non devo essere così egoista e che in fondo ho fatto bene. La pizza non la digerisco. Mai digerita, anche quando non ero invischiata dei DCA. Non l'ho digerita neanche sottoforma di regalo di compleanno. E ho avuto un terribile mal di pancia tutta la notte. Che non mi ha permesso di dormire. Che non mi ha fatta alzare dal letto alle sette. Cosa che non mi ha permesso di poter andare a correre. Cosa che mi ha fatto incazzare. E la giornata comincia un po' in salita. Anzi, comincia sulla cyclette. E senza colazione, per punizione. 
Quello che mi chiedo è: perchè preferisco svegliarmi col mal di testa la pancia vuota e i piedi leggeri piuttosto che riposata non affamata ed energetica? Forse sentirmi in salute mi fa stare male. 
Perchè le cose si guadagnano, e io non me le merito.